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Da una collaborazione con C.N.R. – Istituto di Scienza dell’Alimentazione (ISA)

A casa tua i prodotti agroalimentari italiani di eccellenza selezionati con attenzione a:

Salute degli alimenti

A chi come te vuole essere attento alla propria salute e quindi anche a ciò che mangia, non occorre spiegare che il sapore non è tutto!  

In funzione dei metodi di produzione adottati dalle aziende ed alle manipolazioni successive, si determinano le caratteristiche chimiche degli alimenti e di conseguenza le proprietà nutrizionali ed il loro grado di salubrità (intesa come assenza di contaminazione biologica e di residui di sostanze chimiche). 

E’ quindi dalla scelta delle aziende che si tutela la propria salute!

Grazie alla collaborazione con il CNR Istituto di Scienze dell’Alimentazione,  abbiamo selezionato presso le aziende i prodotti alimentari con migliori proprietà salutistiche. 

Abbiamo posto particolare attenzione ai prodotti della panificazione e della pastificazione, alle carni, alla frutta ed alla verdura. 

Questi alimenti sono infatti essenziali nella nostra dieta, ma, se alterati nelle loro proprietà nutrizionali, come avviene in genere per le produzioni intensive o su larga scala che troviamo sui banchi dei supermercati, può essere a scapito della nostra salute.

Prodotti della panificazione e pastificazione

Attenzione alle farine! Il diverso grado di raffinazione delle farine influisce sulle proprietà nutrizionali dell’alimento, perchè in una dieta sana abbiamo bisogno di alimenti ricchi di fibre, e in particolare di fibre di cereali.

Nella farina 00 ad esempio vengono persi interamente tutta la crusca (la parte più esterna del chicco, che contiene una grande quantità di fibre, ma anche vitamina B e sali minerali) e il germe di grano (ricco di vitamine B ed E, minerali, grassi polinsaturi, composti fenolici e antiossidanti). Quello che resta è la parte più povera del chicco, composta da amidi (carboidrati complessi) e proteine che, impastati con acqua, formano il glutine.

Perché preferire le farine provenienti dai grani antichi?

E’ stato dimostrato che le farine dei grani antichi, grazie alla diversa struttura del glutine, hanno una migliore digeribilità. Per questa ragione i derivati della panificazione e pastificazione dei grani antichi generano meno intolleranze, e un’azione infiammatoria notevolmente inferiore per quei soggetti affetti da sindrome dell’intestino irritabile, patologie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e steatosi epatica.

Inoltre i grani antichi hanno eccellenti proprietà nutrizionali che trasferiscono nei oro derivati, come:

Un elevato livello e una vasta gamma di antiossidanti, tra i quali il selenio, presente in dosi 2-3 volte superiori a quelle dei grani moderni.

Un alto livello di carotenoidi, anche in questo caso espressi in una grande variabilità, fra i quali la luteina, sostanza importante per la salute degli occhi

Una superiore densità di micronutrienti e una qualità dei polifenoli molto più variata, pur avendo quantitativi complessivamente simili.

Un amido diverso e un indice glicemico più basso, anche a parità di molitura, aspetto importante per ridurre l’impatto glicemico dei pasti e i picchi di insulina

Un contenuto proteico superiore rispetto a quello dei grani moderni

Un contenuto proteico superiore rispetto a quello dei grani moderni

Carni di animali allevati al pascolo

La carne fa bene o fa male? La prima differenza la determina il modo in cui gli animali sono allevati e nutriti. 

Perché dunque preferire carni di animali allevati in libertà? Non soltanto perché ciò assicura un maggior benessere animale (aspetto affatto trascurabile!).

I dati di laboratorio ci dimostrano che la carne di bovini e suini allevati al pascolo (allevamento estensivo) sono più ricche in acidi grassi insaturi e sostanze benefiche per l’organismo umano, come ad esempio l’Acido Linoleico Coniugato (CLA), dalle proprietà antitumorali e chemioprotettive, e antiossidanti come la vitamina E, la vitamina A e il beta-carotene, e anche metaboliti dell’acido linolenico e di acidi grassi polinsaturi a lunga catena PUFA n-3, che conferiscono alla carne proprietà addirittura nutraceutiche (nutrizionali + terapeutiche).

Stessa cosa si dica per un pollo lasciato libero di razzolare all’aperto, che si muove durante il giorno e riposa durante la notte vivendo secondo il ciclo naturale di luce e buio, ha carni più nutrienti, ricche di omega 3 e di acidi grassi importantissimi, saturi, monoinsaturi e polinsaturi, vitamine e minerali. Cosa ben diversa dai polli da allevamento intensivo, che sono in realtà pulcini di una razza superpesante da carne a rapido accrescimento, allevati intensivamente in capannoni chiusi, con un’alimentazione industriale molto spinta, e macellati all’età di soli 30 giorni. Per questo si presentano con un petto molto sviluppato (dato dalla razza) ma con ossa molto corte e una carne molto soffice e poco saporita (date dalla giovanissima età).

Frutta e verdura di stagione

La maggior parte della frutta e della verdura che troviamo sui banchi dei supermercati è stata  conservata per lunghi periodi in celle ad atmosfera controllata, oppure raccolta ancora verde e poi trattata con etilene per indurne la maturazione. Questi prodotti, in realtà, non racchiude il massimo del sapore e del valore nutritivo, a differenza dei prodotti che seguono il normale ciclo di vita, che ci permettono di mangiare in modo più equilibrato in quanto ricchi di vitamine, sali minerali e nutrienti.

Etica nelle produzioni

“La gestione della terra da parte dell’uomo deve essere principalmente orientata verso 3 obiettivi: salute, bellezza e stabilità. Il quarto obiettivo, la produttività, sarà conseguito quasi come un sottoprodotto” 

(E.F. Schumacher) 

Perché preferire alimenti prodotti da agricoltura biologica e biodinamica? 

Semplicemente perché sono ottenuti con processi produttivi a basso impatto ambientale, sia con riferimento alle emissioni inquinanti che al rispetto della biodiversità. 

E’ scientificamente dimostrato che l’intenso uso di pesticidi abbia un effetto nefasto sull’ecosistema e sulla salute dell’uomo. Analoga considerazione può essere fatta sull‘uso sistematico dei concimi chimici, in grado di alterare gli ecosistemi inquinando il suolo e le falde acquifere. 

Selezioniamo quindi quelle aziende  che adottano pratiche attente all’ambiente ed al benessere animale. Non è soltanto una scelta etica. Ormai sappiamo che se vogliamo mettere la nostra salute in primo piano dobbiamo poter scegliere alimenti prodotti “secondo natura”. 

E’ pur vero che le produzioni intensive, perseguendo obiettivi di economicità ed assicurando massima disponibilità sugli scaffali, a prezzi accessibili a tutta la platea dei consumatori, sono state una risposta efficace alla esigenza di combattere la fame e la denutrizione. 

Ciò però è avvenuto a scapito della naturalità dei prodotti (si pensi alla maturazione artificiale, agli additivi, ai coloranti, ai conservanti ecc..), del benessere animale (a causa delle pessime condizioni di vita negli allevamenti intensivi) e della salubrità delle carni (residui di ormoni e di antibiotici, alti livelli di grassi cattivi ecc..). 

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